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Frazioni, chiese, palazzi e ville |
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Asia A km 4,2 da San Pietro in Casale e 2 da Pieve di Cento. Se ne parla per la prima volta nel 1255 e diventa Comune già nel 1352. Anticamente detto Asilia, trae il nome dal casato della famiglia Asia. La sua parrocchia è dedicata a San Giovanni Apostolo. Va segnalata altresì la torre di guardia Carandini (secolo XII - XIII, fortemente rimaneggiata).
Cenacchio A 4 km dal capoluogo, Comune dal 1223. Il nome probabilmente deriva da cenacolo: infatti ne erano stati costruiti in occasione delle cene sacre. L'antico patrono della chiesa, che è molto antica (rinnovata però nel 1773), fu san Lorenzo, ora san Michele. Il crocifisso lì venerato, lasciato da alcuni missionari il secolo scorso, fu portato a Bologna in occasione di una manifestazione religiosa del 1951.
Gavaseto Km 2,4 da San Pietro, Comune dal 1223. Non si conosce il
significato del nome. La facciata della chiesa di San Giacomo, che esiste
almeno dal 1349, fu realizzata nel 1756, mentre il campanile fu eretto nel
1679. La tela dell'altare maggiore rappresenta san Giacomo Maggiore ed è dipinta da Giuseppe Varotti.
Oltre alla chiesa sono da ricordare tre ville del secolo XVIII e XIX.
Maccaretolo km 3,7 a nord-est del capoluogo, Comune dal 1223. Il nome probabilmente deriva da macerie o macerazione e nell'origine era Macaretico. Fu abitato anticamente, già prima dell'anno 1000 era una contrada. Anche qui sono stati rinvenuti reperti di età romana: la statua di un uomo togato, al naturale, antico monumento sepolcrale che ora si trova al Museo Civico di Bologna; nel 1756 un pozzo sacrificale con iscrizione latina. La chiesa di Sant'Andrea, trecentesca, fu rifatta nel 1818; il quadro sull'altare maggiore, raffigurante il martirio di S. Andrea, è del Guardassoni. Da registrare inoltre che nella località detta Tombe sorgeva un palazzo degli imperatori Antonini sui cui resti nel 1490 Giovanni II Bentivoglio costruì un grande palazzo. Questo edificio sorse come dimora per partite di caccia in valle: un disegno del 1578 mostra il vasto edificio merlato circondato da una fossa con rivellino e ponte levatoio e vigilato da una torre. Demolito nel corso del XVII - XVIII secolo, come pure la chiesetta di San Giovanni, tuttavia il palazzo, pur decaduto e manomesso, conserva ugualmente all'esterno le caratteristiche fondamentali originarie: nel sottotetto sono ancora percepibili modeste tracce di decorazioni pittoriche di età bentivogliesca; è ben visibile lo stemma "inquadrato" Bentivoglio - Sforza. Il palazzo fece parte del napoleonico "ducato di Galliera". Pervenne poi al principe Antonio Filippo D'Orleans, da questi ai Torlonia, dai quali è passato per acquisto agli attuali proprietari. A Maccaretolo troviamo inoltre Palazzo Bolognetti, una bella e sobria costruzione del secolo XIX e la ricostruita chiesa di S. Agnese (1818).
Massumatico Km 3,8 a nord del capoluogo, Comune dal 1223. Fu assai importante fin dai tempi remoti in quanto vi sorgeva un castello con la rocca del VI secolo, teatro di alcuni scontri e assedi. Dell'antico castello resta il palazzo vicino alla chiesa di San Martino. Assieme a Poggetto e a Pieve di Cento, Massumatico fu antico possesso del vescovo di Bologna fino al 1796. Con l'arrivo dei francesi divenne, assieme a Galliera, un ducato napoleonico. La chiesa è stata rifatta nel 1734 da Alfonso Torreggiani; il campanile, restaurato nel 1760 e nel 1820, in realtà non aveva all'origine la forma propria del campanile (era un camerone informe sopra il tetto della chiesa) ma era considerato tale perchè conteneva quattro grandi campane. L'attuale alto ed elegante campanile è stato costruito solo nel 1902 ed è il più alto campanile del Comune.
Poggio Massumatico (Poggetto) Km 6,3 da S. Pietro, Comune dal 1223. E' stato chiamato Poggetto, data la sua posizione, per distinguerlo da Poggio Lambertini (Poggio Renatico). Fu antico possedimento del vescovo di Bologna dal VI secolo. La zona è stata soggetta a gravi rotte del Reno. La chiesa di San Giacomo Maggiore possiede sull'altare un quadro della scuola di Guido Reni. L'abside è di probabile origine romanica.
Rubizzano A 2,9 km, Comune dal 1223. La denominazione deriva probabilmente dal nome di una famiglia romana: inizialmente infatti il paese si chiamava Urbiciano o Urbicianum, poi Urbizzani. Fu una corte importante, anche se la creazione in parrocchia di Rubizzano non è molto antica. La chiesa dei Santi Simone e Giuda contiene quadri del Guardassoni e del Trebbi. Qui si ritirò a 70 anni lo studioso Pier de' Crescenzi nel secolo XIII. Da segnalare inoltre Palazzo Bonora, che è una tipica casa della "bassa" bolognese restaurata, in via Fontana.
S. Alberto A 2,9 km, Comune dal 1223. Il nome non gli deriva dai due santi che si venerano nella parrocchia, ma forse da S. Adalberto vescovo di Praga, che visse molto tempo da queste parti e che morì martire. Vari i ritrovamenti dell'epoca romana fra cui un cippo di marmo d'Istria. La chiesa, con i suoi cinque altari, fu eretta nel 1777 e poco dopo fu costruito il campanile. Sull'altare maggiore vi è un quadro del Calvi raffigurante S. Alberto Carmelitano (del quale si celebra la festa il 7 agosto) e S. Alberto Vallombrosano.
S. Benedetto Anticamente era parrocchia ma con decreto del Concilio di Trento fu unita a quella di Gherghenzano.
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