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5G, nasce il Tavolo permanente di monitoraggio a livello metropolitano

Incontro dell'Ufficio di Presidenza dei sindaci: "Andando in ordine sparso su questi temi creiamo disorientamento nei cittadini"

Nasce il Tavolo permanente di monitoraggio sul 5G a livello metropolitano. La decisione è stata presa venerdì 25 ottobre dall’Ufficio di Presidenza della Conferenza metropolitana dei sindaci presieduto dal sindaco metropolitano Virginio Merola e composto dai presidenti delle 7 Unioni di Comuni della città metropolitana. Questa estate il Comune di Bologna aveva deciso di dare vita a un Tavolo permanente sul 5G con Ausl, Arpae, Istituto Ramazzini, operatori telefonici, comitati di cittadini, Soprintendenza, per mettere a disposizione della cittadinanza un patrimonio di conoscenza comune rispetto a questo tema, non minimizzando da un lato i possibili rischi sulla salute ed evitando dall’altro allarmismi non giustificati da dati scientifici. Tavolo che in questi mesi ha già prodotto alcuni risultati sia in termini di denegate autorizzazioni all’istallazione che di concertata localizzazione di impianti 5G.

Ora si è deciso di far diventare questo strumento metropolitano allo scopo di allineare Comuni e strutture tecniche (Arpae, Suap ecc) coinvolti nell’iter autorizzativo delle antenne 5G.

Al termine dell'incontro dei sindaci in Città metropolitana, a cui hanno partecipato gli assessori Barigazzi e Lombardo (che coordinano il tavolo del Comune di Bologna) e i tecnici Paolo Pandolfi dell’Ausl e Gianluca Mazzini di Lepida è stata diffusa questa dichiarazione condivisa dell’Ufficio di Presidenza dei sindaci:

“Non c’è nessun allarme in corso. Gli allarmi li certifica l’Istituto superiore di sanità, non il singolo sindaco. L’Istituto Superiore di Sanità ha appena completato uno studio che definisce come “non necessarie modifiche sostanziali agli standard internazionali di prevenzione”. Non possiamo creare disorientamento nei cittadini andando in ordine sparso su questi temi.

I tecnici presenti all’Ufficio di Presidenza ci hanno spiegato chiaramente che il limite di legge di 6 volt/metro è il medesimo delle tecnologie precedenti già in funzione (peraltro molto più basso del resto d’Europa). Quindi l’eventuale aumento delle antenne non porterebbe ad un aumento dell’esposizione massima per la quale c’è appunto questo limite di legge.

Normativamente peraltro siamo ancora alla legge Gasparri del 2003 che riconosce le radiofrequenze come servizio pubblico. I Comuni non possono quindi interdire su tutto il territorio comunale l’esercizio di questa funzione (come affermato da numerose sentenze del Tar e Consiglio di Stato) se i limiti di legge vengono rispettati.

Ci sono diversi studi scientifici che affrontano il tema e tutti concludono che non sono necessarie modifiche dei limiti previsti attualmente”.

Sul tema si è deciso infine di convocare una Conferenza metropolitana dedicata al 5G per venerdì 8 novembre.

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ultima modifica 05/11/2019 15:35 — pubblicato 05/11/2019 15:35